Edizione 2026

Ciclo di Conferenze divulgative dei corsi di Laurea in Fisica
e del Dipartimento di Matematica e Fisica

Comitato organizzatore – S. Bianchi, F. Ceradini e P. Gallo
Logistica e Comunicazione – I. De Angelis e F. Paolucci

NUOVA SEDE

Aula Magna – Via Ostiense 133 – ore 20:30

Link identifier #identifier__150845-1Brochure – La fisica incontra la città 2026

Link identifier #identifier__59624-1L’Universo in dolby surround: l’era dell’astronomia multimessaggera Link identifier #identifier__82050-2Viaggio all’interno della Terra, trasportati dalla sua voce Link identifier #identifier__183966-3Il cambiamento climatico e le sue sentinelle Link identifier #identifier__42934-4La compagnia dei quark: la complessità nascosta della materia
Link identifier #identifier__127806-5Il peso piuma dell’Universo: il neutrino ed il mistero della sua massa Link identifier #identifier__90615-6La sfida dei ‘big data’: un tuffo nella fisica statistica e nella complessità Link identifier #identifier__104114-7Fast Radio Burst: misteriosi lampi cosmici per pesare l’Universo Link identifier #identifier__22238-8Il contenuto oscuro dell’Universo: alla scoperta dei componenti principali del cosmo

Edizione Straordinaria

4 giugno 2026 in occasione dell’Open Night di Roma Tre

Il vuoto non è vuoto
Dal nulla di Aristotele all’energia del vuoto quantistico

Vittorio Lubicz, Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre

Che cos’è il vuoto? Dall’horror vacui di Aristotele agli esperimenti di Torricelli, fino alla relatività e alla fisica quantistica, il “nulla” si è trasformato in qualcosa di sorprendentemente ricco e attivo. Un viaggio nella storia della fisica per scoprire perché il vuoto è molto più di uno spazio vuoto.


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4 febbraio 2026 – Link identifier #identifier__83740-2video
L’Universo in dolby surround: l’era dell’astronomia multimessaggera

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Silvia Piranomonte
Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Abstract:
Per secoli l’astronomia ha osservato l’Universo “in silenzio”, affidandosi esclusivamente alla luce: dalle stelle visibili a occhio nudo fino alle galassie più lontane catturate dai telescopi moderni. Da qualche anno, però, qualcosa è cambiato radicalmente: l’Universo ha iniziato a parlarci con molte voci diverse.
Nell’era dell’astronomia multimessaggera, oltre alla luce elettromagnetica siamo oggi capaci di catturare anche le onde gravitazionali, i neutrini e le particelle cosmiche: messaggeri che ci raccontano eventi tra i più estremi e affascinanti del cosmo, dalle fusioni di stelle di neutroni ai buchi neri in collisione, dalle esplosioni stellari fino a fenomeni che mettono a dura prova le leggi fondamentali della fisica.
In questa conferenza il pubblico verrà accompagnato in un viaggio attraverso questa nuova rivoluzione scientifica, mostrando come la combinazione di osservazioni diverse permetta di ottenere una visione più completa e profonda dell’Universo, un po’ come passare da un suono “monocorda” a un vero dolby surround cosmico. Scopriremo come collaborano telescopi, rivelatori e osservatori sparsi sulla Terra e nello spazio, e perché questa sinergia rappresenta una delle frontiere più promettenti della ricerca astronomica contemporanea.

Curriculum:
Silvia Piranomonte si è laureata in Fisica presso l’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito il dottorato di ricerca in Astronomia presso l’Università di Padova. È attualmente Prima Ricercatrice presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (sede di Roma), dove svolge attività di ricerca nel campo dell’astronomia multimessaggera, con particolare attenzione alle osservazioni delle sorgenti che emettono onde gravitazionali.
Autrice di oltre 100 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, ha partecipato alla storica scoperta del 2017 della prima controparte elettromagnetica di un segnale di onde gravitazionali, associato alla fusione di due stelle di neutroni. Attualmente è attivamente coinvolta in prestigiose collaborazioni internazionali, tra le quali il Vera Rubin Observatory e l’Einstein Telescope.


image 18270425 marzo 2026 – Link identifier #identifier__119161-4video
Viaggio all’interno della Terra, trasportati dalla sua voce

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Luca De Siena
Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi”, Alma Mater Studiorum Bologna

Abstract:
Sapere cosa c’è sotto la superficie della Terra è difficile: i nostri occhi, e la luce in generale, non penetrano le rocce che la costituiscono. Malgrado questa oscurità, la tecnologia ci permette di catturare i segnali che la Terra produce ininterrottamente, così da illuminare le sue strutture profonde e riconoscere processi che possono avere un’impatto enorme sulle nostre vite. Periodicamente, terremoti profondi centinaia di chilometri illuminano la “fredda” crosta terrestre mentre si immerge in profondità verso il nucleo. Il brontolare continuo di vulcani ci avverte di fluidi e magma che possono velocemente risalire, ed eruttare, vicino alle nostre città. Il rumore del mare, dei treni o anche solo delle persone che camminano può oggi essere usato per capire e prevedere il comportamento della Terra solida e dell’ambiente che ci circonda. Seguiremo tutte queste voci per esplorare quanto siamo in grado di comprendere dell’unico pianeta su cui, ad oggi, possiamo sopravvivere.

Curriculum:
Luca De Siena è Professore Associato, incarico ricoperto dal 2023 presso il Dipartimento di Fisica ed Astronomia dell’Alma Mater Studiorum di Bologna. Negli ultimi 15 anni trascorsi tra Gran Bretagna, Germania e Italia, De Siena ha fondato la sua ricerca sull’imaging della Terra, concentrandosi sull’uso di campi sismici stocastici. Il campo di applicazione delle sue ricerche varia dalla fisica delle rocce all’imaging globale, offrendo i suoi maggiori contributi allo sviluppo di metodi e codici per la tomografia computazionale. I suoi progetti, finanziati dalle maggiori agenzie europee e nazionali, riguardano in particolare il collegamento tra la geofisica della Terra Solida e Ambientale, la Geodinamica e la Vulcanologia, con lo scopo di creare un unico sistema che spieghi il funzionamento dei sistemi magmatici dalle profondità del mantello terrestre alla superficie. Il suo campo di applicazione preferenziale rimangono i vulcani, con alcuni dei suoi lavori più importanti utilizzati nel monitoraggio dei vulcani campani e lo sviluppo di tecniche che migliorino la nostra capacità di illuminare e monitorare risorse geotermali.


image 363441 aprile 2026 – Link identifier #identifier__63572-6video
Il cambiamento climatico e le sue sentinelle

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Elisa Palazzi
Dipartimento di Fisica, Università di Torino

Abstract:
A partire dalla metà del XX secolo, il cambiamento climatico ha mostrato un’accelerazione senza precedenti, interessando l’intero pianeta. Alcune regioni, definite hot-spot, si stanno riscaldando più rapidamente e intensamente della media globale, con conseguenze significative per le popolazioni, i territori, le attività economiche e la salute pubblica. Tra queste aree più sensibili vi sono le regioni montane, che rappresentano vere e proprie sentinelle del cambiamento climatico. In questa conferenza, dopo aver presentato gli aspetti globali del riscaldamento e i meccanismi che lo determinano, l’attenzione sarà rivolta alle aree di alta quota. La rapida fusione dei ghiacciai, la riduzione dell’estensione, della durata e dello spessore del manto nevoso, le variazioni nei regimi di precipitazione e l’aumento dell’intensità degli eventi estremi sono tutti segnali dell’amplificazione del riscaldamento in montagna, i cui effetti si propagano ben oltre questi territori, influenzando ecosistemi e comunità anche a grande distanza.

Curriculum:
Elisa Palazzi è professoressa associata presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino dove insegna Fisica del Clima e modellistica climatica. La sua attività di ricerca riguarda lo studio del clima e dei suoi cambiamenti, specialmente nelle regioni di montagna, sentinelle del cambiamento climatico. E’ autrice, insieme a Federico Taddia, del libro per ragazzi “Perché la Terra ha la febbre?” e del Podcast sul clima “Bello Mondo” da cui è nato un libro. Con Sara Moraca ha scritto “Siamo tutti Greta. Le voci inascoltate del cambiamento climatico”. Con l’Associazione CentroScienza Onlus di Torino cura il festival “Un grado e mezzo”.


image 8035020 maggio 2026
La compagnia dei quark: la complessità nascosta della materia

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Erika De Lucia
INFN – Laboratori Nazionali di Frascati

Abstract:
La materia che ci circonda, dalle stelle ai nostri corpi, è fatta di strutture sorprendentemente semplici e, allo stesso tempo, incredibilmente complesse. Partendo dai mattoni fondamentali della realtà – atomi, nuclei e nucleoni – faremo uno “zoom” sempre più profondo nel cuore della materia, dove vivono i quark. Scopriremo cosa sono queste particelle elementari, quante “specie” esistono e quali proprietà le rendono così peculiari.
Uno degli aspetti più affascinanti della fisica delle particelle è il suo legame profondo con l’universo primordiale. Studiando oggi le interazioni tra particelle ad altissima energia – come quelle prodotte nell’acceleratore LHC del CERN – possiamo ricreare, per frazioni infinitesime di secondo, condizioni simili a quelle dei primissimi istanti dell’universo. Questo ci permette di indagare come la materia si sia organizzata nelle forme che osserviamo oggi e di comprendere meglio fenomeni fondamentali come l’origine della massa e l’asimmetria tra materia e antimateria. Allo stesso tempo, questi esperimenti ci consentono anche di produrre e studiare nuove particelle, aprendo finestre su territori ancora inesplorati.
Nel corso dell’incontro faremo un viaggio nella fisica delle particelle per capire non solo com’è fatto l’universo, ma anche come lo studiamo e perché tutto questo è fondamentale per comprendere le origini e l’evoluzione del cosmo. Affronteremo anche cosa significa “scoprire” una nuova particella oggi: dai rivelatori di particelle al ruolo cruciale delle simulazioni – i cosiddetti “gemelli digitali” – fino all’analisi dei dati sperimentali.

Curriculum:
Erika De Lucia è Ricercatrice Senior presso i Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Ha iniziato il suo percorso scientifico nell’esperimento KLOE dei LNF, fino a diventarne responsabile nazionale. In questo contesto ha contribuito alla costruzione della più grande camera a deriva al mondo, un rivelatore progettato per tracciare le particelle cariche prodotte nelle collisioni dell’acceleratore DAFNE, con l’obiettivo di studiare le proprietà fondamentali della materia e dell’antimateria.
Attualmente è impegnata nei test del Modello Standard e nella ricerca di nuova fisica nell’ambito dell’esperimento LHCb al CERN. Fa parte del coordinamento del gemello digitale “digital twin” dell’esperimento, uno strumento chiave per migliorare la precisione delle misure di fisica, e lavora allo sviluppo di rivelatori innovativi a micro-pattern, come le micro-RWELL, ideati ai LNF per l’upgrade di LHCb e per future applicazioni su larga scala negli acceleratori.
Nel corso della sua attività ha inoltre sviluppato applicazioni della fisica fondamentale in ambito medico, in particolare per la terapia oncologica con fasci di particelle (adroterapia) e per il monitoraggio della dose nei trattamenti.
Ha coordinato gruppi internazionali di ricercatori, tecnici e studenti, contribuendo ad alcune delle verifiche più precise del Modello Standard della fisica delle particelle.


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Il peso piuma dell’Universo: il neutrino ed il mistero della sua massa

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Giuseppe Salamanna
Università degli Studi Roma Tre – INFN Roma 3


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La sfida dei ‘big data’: un tuffo nella fisica statistica e nella complessità

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Anna Carbone
Politecnico di Torino 


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Fast Radio Burst: misteriosi lampi cosmici per pesare l’Universo

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Marta Burgay
INAF – Osservatorio Astronomico di Cagliari


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Il contenuto oscuro dell’Universo: alla scoperta dei componenti principali del cosmo

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Davide Racco
Università degli Studi Roma Tre

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Francesca Paolucci 30 Aprile 2026