I risultati, già anticipati lo scorso 19 novembre, segnano un importante traguardo per la collaborazione internazionale, che coinvolge circa 700 ricercatori e ricercatrici di 75 istituzioni in 17 Paesi. L’Italia partecipa con un ruolo di primo piano attraverso l’INFN e diversi gruppi universitari, tra cui il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre e la locale sezione INFN, impegnati nello sviluppo di componenti chiave del rivelatore, dall’elettronica di trigger ai fotosensori del rivelatore satellite JUNO-TAO e alla relativa elettronica di lettura.
Per ulteriori approfondimenti è possibile consultare il comunicato sul sito dell’Link identifier #identifier__129112-1INFN.
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