Rassegna stampa

Il buco nero sorprendente

11 luglio 2019

 Nucleo Galattico Attivo di bassa luminositàIl gruppo di ricerca in Astrofisica del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre ha guidato un importante studio pubblicato sulla rivista internazionale Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, che, per la sua rilevanza, è stato ripreso dalla Link identifier #identifier__148787-1NASA e dall’Link identifier #identifier__67994-2Istituto Nazionale di Astrofisica.
Lo studio si è concentrato sul nucleo della galassia a spirale NGC 3147, noto già in precedenza per essere un Nucleo Galattico Attivo di bassa luminosità. Il motore di questo nucleo è un buco nero che sta catturando materia, e nel caso di NGC 3147 si pensava che esso non fosse in grado di costruire attorno a sé un disco di accrescimento tipico dei nuclei galattici più luminosi. Grazie al telescopio Hubble, invece, il gruppo ha potuto osservare, per la prima volta e sorprendentemente, un vero e proprio disco di accrescimento, anche se poco luminoso.
“La presenza inaspettata di questo disco ci offre una preziosa opportunità di testare la teoria della Relatività Generale di Einstein”, afferma il prof. Stefano Bianchi, primo autore dello studio. “Ulteriori osservazioni potranno guidarci nella costruzione di nuovi modelli che descrivano nuclei galattici poco attivi, come quello che abbiamo osservato”.
Al team di Roma Tre, che comprende, oltre al prof. Stefano Bianchi, i proff. Giorgio Matt, Fabio La Franca e i dott. Riccardo Middei e Andrea Marinucci (ora in Link identifier #identifier__120549-3ASI), vanno i nostri complimenti per il risultato ottenuto.

Per informazioni:Link identifier #identifier__150570-4 stefano.bianchi@uniroma3.it
L’articolo può essere scaricato Link identifier #identifier__5704-5qui

Credits:Link identifier #identifier__34594-6 NASA, Link identifier #identifier__9581-7ESA, S. Bianchi (Università degli Studi Roma Tre University), A. Laor (Technion-Israel Institute of Technology), and M. Chiaberge (Link identifier #identifier__92528-8ESA, Link identifier #identifier__7376-9STScI, and JHU)

“Che ci faccio qui” intervista al gruppo di Elena Pettinelli

14 giugno 2019

La professoressa Elena Pettinelli e il suo gruppo intervistati da Domenico Iannacone, per il programma televisivo “Che ci faccio qui” in onda in prima serata su RaiTre il 14 Giugno 2019.

Link identifier #identifier__198687-10Video (per vedere il video è necessario registrarsi a Rai Play)

Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza. La prof.ssa Paola Gallo a Radio Rai

11 febbraio 2019 Logo International Day of Women and Girls in Science

Paola Gallo, professore di Fisica Teorica della Materia Condensata del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre, partecipa alla trasmissione radio “L’ora delle donne – donne e scienza” di Rai Radio Techetè in occasione della Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza dell’11 Febbraio.

La trasmissione, presentata da Paola Guerci, ha trattato il tema delle donne scienziate attraverso il racconto di nomi illustri come Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e Fabiola Gianotti.
A queste voci si è aggiunta quella di Paola Gallo, che ha condiviso la sua esperienza lavorativa e le sue considerazioni riguardo le donne che intraprendono la carriera scientifica. Nonostante siano stati fatti molti passi in avanti nell’uguaglianza tra donne e uomini in ambito scientifico, afferma la professoressa, molto rimane ancora da fare, ed è quindi importante mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica. Per questo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito, l’11 febbraio, la Giornata Internazionale per le donne e le ragazze nella scienza, che fornirà un’ulteriore occasione di riflettere sul tema attraverso decine di manifestazioni ed eventi.

Link identifier #identifier__91343-11ProgrammaLink identifier #identifier__129381-12LocandinaLink identifier #identifier__71225-13Intervista – Link identifier #identifier__2678-14Pagina ufficiale della giornata

Discovery of Stars Surrounded by Iron Dust in the Large Magellanic Cloud

24 gennaio 2019

Modelli teorici sviluppati dalla dott.ssa Marini, che ha potuto caratterizzare un gruppo di stelle della Grande Nube di Magellano, una galassia vicina alla nostra Via LatteaEster Marini, studentessa del Dottorato in Fisica dell’Università Roma Tre, ha coordinato un importante studio pubblicato sulla rivista internazionale The Astrophysical Journal Letters e ripreso anche dall’Link identifier #identifier__143179-15Istituto Nazionale di Astrofisica. Il team di autori, che comprende anche ricercatori dell’INAF-OAR, dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, ha trovato, per la prima volta in assoluto, un’alta percentuale di polvere di ferro nell’inviluppo di stelle giganti dove, invece, generalmente domina la presenza di silicati. Tale conclusione è stata dedotta sulla base dei modelli teorici sviluppati dalla dott.ssa Marini, che ha potuto caratterizzare un gruppo di stelle della Grande Nube di Magellano, una galassia vicina alla nostra Via Lattea. Il lavoro è particolarmente rilevante anche in vista del nuovo telescopio spaziale James Webb che sarà lanciato prossimamente, e permetterà di descrivere più in dettaglio la contaminazione che queste stelle producono nello spazio che le circonda, da cui si formano altre stelle o pianeti.

Link identifier #identifier__71768-16Articolo